In un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, non è raro che un’azienda possa rischiare il fallimento. Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, da cui non sempre si riesce a uscire. Eppure, con un’opera di risanamento si può risalire la china e rimettersi in gioco, ripartendo da zero. Basta affidarsi a esperti che sappiano come programmare una ristrutturazione aziendale.

Quando i debiti si accumulano e la ditta non riesce più a farne fronte, spesso, come ultima spiaggia, si dichiara il fallimento e i dirigenti perdono ogni diritto sull’azienda stessa. Le redini, a quel punto, passano a un curatore fallimentare, che si occupa di soddisfare le spese pendenti con i beni rimasti, risolvendo il debito con i creditori grazie a cifre forfettarie. Prima di arrivare a perdere la propria azienda, però, è possibile tentare con il risanamento aziendale, per evitare che l’insolvenza diventi un problema insormontabile. I professionisti a cui ci si affiderà, dovranno innanzitutto avere una panoramica completa e dettagliata della posizione della ditta, valutandone le possibilità economiche nell’ottica di un piano di rientro.

La persona che si incarica di tale analisi, solitamente è un contabile che prende il nome di attestatore: egli s’incarica non solo di verificare la fattibilità del risanamento in termini pratici, ma funge anche da tramite con i creditori, ai quali propone una determinata cifra talvolta anche inferiore al debito totale dell’azienda.

La somma concordata nella maggior parte dei casi può essere restituita a rate, rispettando scadenze precise. Il punto fondamentale dell’accordo sta nell’accettazione della controparte e nella puntualità nei pagamenti.

Per operare in maniera imparziale, l’attestatore non deve solo essere esperto, ma anche risultare estraneo all’azienda e visionare la situazione rigorosamente dall’esterno: la sua strategia deve infatti essere impeccabile e avere dei punti fermi, uno su tutti i tempi di recupero. Il piano di risanamento si traduce con un documento ufficiale che, se onorato correttamente, porterà l’azienda a risollevarsi nei tempi prestabiliti e senza conseguenze.

Oggigiorno, poi, alle soluzioni di stampo più tradizionale si affiancano i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia. È infatti possibile affidarsi al lavoro qualificato di realtà aziendali che nel proprio pacchetto di servizi mettono a disposizione dei clienti software in grado di gestire i processi legati al risanamento e alla ripresa dell’azienda: il tutto previa analisi del contesto critico di partenza. Si tratta di programmi di business intelligencesempre più sviluppati, come nel caso di DynControlPlus, che rappresenta una soluzione alla portata di tutti, in quanto di facilissimo utilizzo.

Far uscire un’azienda dalla crisi non significa solo aiutarla a onorare le spese accumulate. Bisognerà anche supportarla affinché il meccanismo del commercio riprenda a funzionare in maniera efficace, con un la possibilità di vendere, avere delle entrate che non superino le uscite e pagare affitto, bollette, dipendenti e tutto ciò che è necessario per risorgere. Tutto ciò è indispensabile anche per presentare una garanzia valida ai creditori, che avranno in questo modo un quadro chiaro delle entrate regolari dell’azienda in ripresa.

La realtà aziendale che si trovi in una situazione di debito tale da rischiare il fallimento, deve perciò, innanzitutto, richiedere la consulenza a esperti del settore ed evitare di risolvere da sola la problematica, rischiando di non avere una visione d’insieme completa e imparziale. A seguito di questa consulenza, si potrà valutare insieme, con estrema ragionevolezza, la possibilità di ristrutturare la propria economia senza intoppi e senza il rischio di aggravare le cose.

Per questo Marketing col Cuore e DynControl collaborano sinergicamente per facilitare un risanamento aziendale basato su solide prospettive economiche e gestionali, capaci di restituire alla produzione ed ai profitti la giusta dimensione economica e strategica. In tal modo il futuro commerciale delle aziende non sarà visto con paura e sfiducia, ma come una occasione di rilancio professionale e personale.

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