Le ultime settimane hanno riportato l’attenzione dell’opinione pubblica sui negozi che vendono legalmente marjuana, questo dopo le minacce del Ministro degli InterniMatteo Salvini, che è andato ad unirsi ad alcuni questori e prefetti che già da tempo cercano di limitare il mercato legale della canapa. Se il governo intervenga o meno sulla questione è cosa che si discuterà sicuramente alla fine dell’onda lunga delle elezioni europee ma, nel frattempo, in merito si esprimerà la Corte di Cassazione che, il prossimo 30 maggio, deciderà con una sentenza se i fiori venduti negli smart shop italiani si potranno fumare oppure no. Si mettono in discussione, dunque, servizi come www.legaldelivery.it, negozi online e fisici che operano nel rispetto delle leggi e applicano severi controlli sui prodotti che mettono in commercio.

Intanto che i giudici e la politica decidano sul destino del mercato della cannabis sativa, uno studio pubblicato sulla European Economic Review rileva gli effetti benefici della parziale liberalizzazione di questo mercato sulla criminalità e sui crimini stessi. Lo studio ha rilevato, grazie alla consultazione dei documenti delle forze dell’ordine sul territorio, una diminuzione degli arresti per spaccio con un -3%, dato che diventa considerevole se si considerano i minori con un -15% di arresti per gli under 18. Cala anche la coltivazione illegale di marjuana e si riduce fortemente il consumo e la vendita si hashish. Anche le confische sono decisamente ridotte del 14% e principalmente nelle provincie dove c’è stata una diffusione dei grow shop. Il dato più importante arriva dalle cifre sottratte alle organizzazioni illegali che secondo lo studio sarebbero stimabili tra i 90 e 170 milioni di euro. È ovvio che in questa direzione c’è ancora molto da fare poiché il mercato complessivo della cannabis illegale in Italia è di circa 3,5 miliardi di euro mentre sono evidenti e chiare le conseguenze positive per l’occupazione, soprattutto giovanile, e la classe dei piccoli imprenditori di questo settore che hanno ridato linfa sia all’agricoltura che a tutto l’indotto del settore che fa registrare una crescita record in netta controtendenza con l’indirizzo generale della nostra economia.

La situazione generale continua ad essere molto confusa e se da un lato i dati mostrano gli esiti positivi della legge242 del 2016, dall’altro continua ad alimentarsi un dibattito che alla luce di quanto emerso evidenzia tutte le sue fragilità. A tutto questo si aggiungono le commesse di cannabis del Ministero della Difesa dall’estero per fini terapeutici che nell’ultimo anno ci è costato 600 mila euro. Se non è assolutamente messo in dubbio l’utilizzo della stessa per scopi terapeutici rimane un controsenso acquistare tali quantità dell’estero piuttosto che impiantare coltivazioni che possano soddisfare il bisogno farmaceutico in Italia. Ad oggi l’unico ente che può coltivare questo tipo di marjuana è lo stato che lo fa attraverso l’esercito a Firenze; coltivazioni che non sono però al momento sufficienti.

Intanto, nel settore agricolo c’è attesa di conoscere il destino degli smart shop proprio perché potrebbe avere risvolti negativi per l’intero settore. Al momento la coltivazione di canapa legale è uno dei settori che cresce maggiormente ed ha ridato forte impulso alla agricoltura, soprattutto al sud. Regioni come la Puglia, la Calabria e la Sicilia hanno aumentato considerevolmente la percentuale di superficie coltivata nel corso del 2018 e i primi dati del 2019 evidenziano come per questo anno la crescita sarà ancora maggiore.

A rischio, secondo AssoCanapa, migliaia di posti di lavoro e un colpo per tutti i settori che sono coinvolti nella produzione, lavorazione e commercio di prodotti a base di canapa o che necessitano del suo utilizzo per la realizzazione. In effetti, alla luce di quanto emerso sono in molti a sottolineare come intervenire in questo settore in maniera avventata possa danneggiare fortemente economia ed occupazione: un fantasma che già aveva colpito l’Italia agli inizi degli anni ’50 quando era uno dei principali produttori al mondo.

Articoli correlati: