L’andamento del valore delle valute monetarie non si verifica in un “limbo” dove i prezzi vengono determinati dal caos e dal puro arbitrio: le quotazioni sono il frutto di fattori macro-economici, legati alla produttività di intere aree geografiche, decisioni prese dagli organi che regolano le Banche Centrali e manovre finanziarie intraprese dai governi nazionali. Riuscire a monitorare tutte le variabili in gioco nel contesto economico (sono pressochè infinite) è un’operazione improba anche per i software di elaborazione dei dati più raffinati, ed è per questo che è così difficile a volte riuscire a predire con correttezza le tendenze che si sviluppano nei mercati azionari e valutari.

Osservando tuttavia l’andamento del valore di alcuni asset nel corso degli ultimi 2/3 mesi, si possono comprendere alcuni interessanti meccanismi che regolano i mercati valutari internazionali. É il caso del trend fatto registrare dall’oro, il petrolio e la coppia EUR/USD negli ultimi 90 giorni, a partire dal mese di dicembre 2015 fino queste ultime settimane. Confrontando tra loro i dati storici mensili emergono infatti alcuni aspetti di chiara interpretazione:

  • dopo una cavalcata che ha caratterizzato tutta il 2015, il dollaro USA ha iniziato ad indebolirsi sull’euro, iniziando un nuovo trend ribassista dal mese di dicembre ed attestandosi a quota 1,10, dopo aver sfiorato quasi la parità;
  • a partire dal mese di novembre del 2015, il prezzo del petrolio Brent è letteralmente crollato, con un passivo pari a più del 30% tra fine 2015 e gennaio 2016, quando si è scesi sotto la soglia simbolica dei 30 dollari per barile;
  • per quel che concerne l’oro, la quota del metallo giallo ha fatto riscontrare invece un +5% a gennaio e un +8% in queste due prime settimane di febbraio.

Ovviamente si possono offrire diverse letture a questo scenario finanziario, includendo ulteriori asset e fattori macro-economici. Tuttavia, a fini puramente didattici, si può notare come il valore dell’oro salga sempre quando il contesto economico è carico di incertezze, come in questo caso. In Europa ed in America si sono rivisti i tassi di crescita, mentre in Asia, Cina e Giappone hanno ridotto la produttività; i conflitti in Siria e le tensioni generate dalla Russia non aiutano a distendere le relazioni internazionali, rese piuttosto complicate dal terrorismo; e infine la produzione di greggio non rispecchia la richiesta dei mercati. Di fronte a queste disfunzioni ed incognite, l’oro si rivela, come sempre, un “porto sicuro” per gli investimenti, e questo spiega l’aumento del suo valore in questo periodo, causato da una domanda che supera l’offerta.

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