Dopo il decreto dell’8 marzo volto a fermare il numero di contagi da nuovo Coronavirus, per legge, siamo stati costretti all’isolamento sociale e a restare chiusi in casa, settimana dopo settimana. Questa decisione del governo ha fatto in modo che molti lavoratori subissero un fermo in questo delicato periodo o che comunque, avessero molto tempo libero grazie alla modalità lavorativa messa in atto per l’occasione, lo smart working. Anche le scuole sono chiuse, così come le università e qualsiasi altro corso di didattica e attività ludica o sportiva. Niente teatro, niente pizza col gruppo di amici il sabato sera, niente drink al bar e tanto, tanto tempo libero.

Molti appassionati di gaming hanno colto al volo l’occasione per dedicarsi alla loro passione in una finestra di tempo che normalmente, non sarebbe affatto compatibile con i propri impegni lavorativi, di studio o anche ricreativi e sociali. Queste prerogative, unite alla chiusura dei negozi di articoli venduti al dettaglio e non considerati di prima necessità, hanno fatto in modo che i videogiocatori di tutte le regioni dello stivale investissero sull’acquisto online di videogiochi. Col senno di poi, la scelta si è rilevata lungimirante. Evitare di scadere nella noia e rischiare di appesantire eccessivamente la grande mole di tempo disponibile sarebbe stato deleterio.

Le uscite, inoltre, continuano ad essere numerose, per ogni tipo di console e piattaforma di gaming. É fondamentale però informarsi prima di acquistare, a tal proposito Opengames.it è uno dei siti di riferimento del settore videogiochi. Un giretto online e qualche recensione vi schiariranno le idee prima di compiere un acquisto sbagliato o non adatto a voi o ai vostri bambini.

Il gaming e l’interazione sociale

Non c’è persona che non abbia bisogno, periodicamente, di una sufficiente interazione sociale. Sia che siate in quarantena con moglie/marito e figli, sia che siate studenti fuori sede “bloccati” dalla situazione, magari da soli, il momento del gaming è senza dubbio uno dei migliori momenti di interazione. L’esempio più pertinente, in questo caso, è quello dei giochi online e dei multiplayer. La modalità che permette di confrontarsi, dialogare e scherzare con i propri amici o anche estranei che condividono la passione per un videogioco è uno dei principali motivi che hanno portato ad un boom così esorbitante. Assicurarsi un momento di aggregazione a distanza, diventa un po’ come organizzare una cena o un aperitivo tra amici e ci permette, anche se in maniera molto limitata e in totale assenza di contatto fisico, di non cadere nello sconforto della solitudine e della routine.

In isolamento si gioca troppo ai videogames?

Si e no. Naturalmente gli eccessi sono dannosi come per qualsiasi attività, che sia sportiva (mentre invece un’attività moderata non può fare che bene), di studio o di qualsiasi altra natura. Anche in soggetti completamente sani un tempo troppo prolungato davanti allo schermo può provocare mal di testa nel soggetto, così come problemi agli occhi e stress. Ovviamente, come già detto, il tempo di gioco in quarantena è di gran lunga maggiore rispetto a quello dedicato in fasi normali della nostra vita e una volta ripristinato l’ordine, tutto tornerà all’equilibrio di prima.

Il consiglio è quello di monitorare il tempo di gioco per rendersi bene conto della quantità che gli si sta dedicando e valutare se è eccessiva o meno. Di tanto in tanto è bene staccare, fermarsi per fare dello stretching, bere un thèconversare e uscire un po’ fuori dalla realtà virtuale. Questo farà bene a voi e anche alla vostra famiglia!

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