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L’acqua è una risorsa fondamentale per la vita di tutti. Per troppo tempo è stata trattata come se fosse inesauribile, ma le sempre più frequenti crisi di siccità ci dimostrano che non è affatto così. Ecco perché molti esperti di finanza l’hanno definita come il nuovo oro o il nuovo petrolio: oggi è davvero possibile investire nell’acqua! Scopriamo come si fa e, dando un’occhiata ai vantaggi ed agli svantaggi, cerchiamo di capire se è un’operazione che conviene.

Come investire nell’acqua

Esistono diversi modi per investire nell’acqua. Lo strumento più a portata di mano che si ha a disposizione è rappresentato dalle azioni delle aziende che lavorano nel campo nel settore dell’acqua ed in particolar modo della sua distribuzione. Al giorno d’oggi chiunque può investire sui titoli azionari: le piattaforme di trading online danno accesso praticamente a tutti i mercati finanziari e possono bastare pochi euro per iniziare ad investire grazie a strumenti finanziari derivati come i CFD. Ma meritano di essere presi in considerazione anche gli ETF Water: tra i fondi più interessanti è possibile menzionare l’iShares Global Water, l’L&G Clean Water ed il Lyxor World Water.

È un’operazione che conviene davvero?

Investire nell’acqua conviene davvero? Considerando che si tratta di una risorsa indispensabile e disponibile solo in quantità limitate, la risposta dovrebbe essere sì. La FAO ha recentemente dichiarato che solo l’1% dell’acqua presente sulla terra può essere dichiarata potabile: è una quantità davvero scarsa se viene paragonata all’utilizzo (e soprattutto allo spreco) che si fa di questa risorsa. C’è poi un altro dato che potrebbe spingere verso la decisione di investire nell’acqua: secondo l’OCSE la richiesta dell’acqua è destinata ad aumentare di più del 50% prima del 2050. Richiesta alta, offerta sempre più bassa: sembrano le condizioni ideali per un investimento.

Ma attenzione, c’è acqua e acqua! A differenza di quanto accade con altre materie prime, il mercato dell’acqua è molto frammentato ed è soggetto a ferree regolamentazioni. Nessun fondo permette di investire direttamente sui diritti dell’acqua o ha un’esposizione diretta al prezzo dell’acqua stessa: i loro impieghi si concentrano su aziende che sono attive nel settore in vari modi. Per questo non si può dire che si investe direttamente nell’acqua, ma in compagnie che si occupano di servizi idrici (società regolamentate che si occupano della forniture dell’acqua potabile e della gestione delle acque reflue), trasporto dell’acqua (società che gestiscono pompe e tubi per il trasporto dell’acqua o che sono attive nella consegna del liquido), tecnologie dell’acqua (società che inventano e producono apparecchiature per la purificazione dell’acqua o altri trattamenti), efficienza idrica. Bisogna quindi fare molta attenzione e, se si decide di procedere, gli investimenti di questo tipo vanno inseriti all’interno di una strategia di diversificazione.

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