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La clemenza di Tito è uno degli ultimi lavori teatrali, se non proprio l’ultima opera teatrale di Wolfgang Amadeus Mozart. È un’opera che si divide in due atti, musicata sul libretto di Caterino Mazzolà, basato sul vecchio libretto di Pietro Metastasio, poeta, librettista e drammaturgo dell’epoca. L’opera, andò in scena per la prima volta nel 1791, al Teatro degli Stati di Praga, in occasione dell’incoronazione di Leopoldo II d’Asburgo Lorena a Re di Boemia, con la regia di Guardasoni. Anche se non sembra riscosse molto successo da parte del pubblico, in particolare fu proprio la moglie del nuovo Re di Boemia, Maria Luisa di Borbone, a essere molto critica nel giudizio. Di seguito la trama, ovviamente sintetica, e alcune informazioni su questa opera teatrale.

Ultima opera teatrale di Mozart: ecco la trama e altre curiosità su La clemenza di Tito

La scelta del regista dell’opera, Guardasoni, sulla musica che avrebbe accompagnato la rappresentazione cadde su Mozart, anche se alcune malelingue sostengono che la prima scelta fu il compositore e insegnante di musica italiana del classicismo, Antonio Salieri, e, solo dopo il suo rifiuto, Guardasoni si rivolse a Mozart, che accettò subito di buon grado. Alla fine la scelta di affidare la musica a Mozart, si rivelò vincente per entrambi, per il compositore, in quanto “La clemenza di Tito” fu una delle ultime opere teatrali a cui lavorò, prima di morire a dicembre dello stesso anno, e anche per Guardasoni, visto che Mozart riuscì a terminare la richiesta nel giro di pochissimo tempo, una leggenda narra di soli 18 giorni, ma tale periodo non è mai stato seriamente confermato.

Tornando alla prima dell’opera, quindi alla rappresentazione del 6 settembre 1791, sul palco salirono, il tenore Antonio Baglioni, nel ruolo dell’Imperatore di Roma, Tito, il soprano Maria Marchetti-Fantozzi, nel ruolo della figlia dell’Imperatore Vitellio, il soprano castrato Domenica Baldini, a interpretare l’amico di quest’ultima, Antonio Campi, soprano, nel ruolo di Servilia, e il basso, Gaetano Campi, nel ruolo del prefetto del pretorio, Publio.

Ultima opera teatrale di Mozart: ecco la trama

Il libretto originale è stato scritto da Pietro Metastasio, la storia si divide in due atti ed è ambientata nella capitale, Roma, poco dopo l’eruzione del Vesuvio, nel 79 d.C., che distrusse famose città come Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis. In sintesi, l’opera narra la storia dell’imperatore romano, Tito, che dopo essersi salvato da un complotto nei suoi riguardi, individua chi ha tramato alle sue spalle. Ma, invece di vendicarsi, decide di perdonare i suoi traditori. Da qui, la famosa citazione

“… Sia noto a Roma/ ch’io son l’istesso, e ch’io/ tutto so, tutti assolvo e tutto oblio.”

 

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