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Quando si entra in una Chiesa, per visitarla, sarà capitato a molti di rimanere estasiati dalla maestosità della struttura e delle sue componenti interne. Così come sarà capitato di incuriosirsi sui nomi degli elementi presenti al suo interno. Sicuramente, un’attenzione particolare verrà data all’ingresso, all’altare e al momento dell’eucarestia, considerati alcuni degli aspetti più importanti per i fedeli. Dunque, vi siete mai chiesti come si chiama quell’oggetto che contiene le ostie consacrate dopo la celebrazione eucaristica? E quella struttura imponente che si trova in molte chiese al di sopra dell’altare, proprio per proteggerla? Rispettivamente, sono noti come Pisside e Ciborio, o capocielo, a seconda della struttura. Vediamo insieme cosa c’è da sapere su questi due importanti elementi liturgici.

Ecco che cos’è il ciborio e quali caratteristiche ha

Il ciborio è una componente presente all’interno di alcune Chiese, a “protezione” dell’altare. Nel senso che, l’imponente struttura, sovrasta l’altare con i suoi elementi. È una struttura architettonica che si presenta con la conformazione di un baldacchino e si trova al di sopra dell’altare, in alcune chiese. Ovviamente, vista la sua valenza, tenderà a essere esposta solamente al di sopra dell’altare maggiore. Il supporto, appunto simile a un baldacchino, è composto da una parte superiore, dove è presente una cupola, che poggia su quattro colonne verticali, snodate tra diversi archi.

Il suo obiettivo è quello di “proteggere” l’altare, in particolare, il tabernacolo. Quest’ultimo è la nicchia dove vengono conservate le immagini sacre. Ma, il ciborio, può anche presentarsi in modo diverso, cioè senza i supporti verticali di sostegno, dunque appeso al soffitto, prendendo così il nome di capocielo. Il ruolo del ciborio, viene anche confermato dall’Apocalisse di Giovanni, proprio con l’immagine a protezione dell’altare, così come riportato all’apertura del quinto sigillo: “le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa”.

Racchiude la pisside: ecco che cos’è

Con il termine pisside, si intende quell’oggetto liturgico dove vengono conservate le ostie dopo la celebrazione eucaristica. È presente in tutte le Chiese Cattoliche e in altre confessioni cristiane. Realizzato solitamente con materiali preziosi, come oro o argento, è riconoscibile, in quanto, oltre a essere il contenitore delle ostie, è formato da un contenitore con coperchio e da un gambo. Durante la messa, la pisside viene poggiata sull’altare maggiore per procedere con la consacrazione delle ostie, mentre, se quest’ultime sono già state consacrate, ecco che la pisside è riposta all’interno del tabernacolo e si estrae solamente poco prima della comunione. In alcune ricorrenze, all’interno della pisside può esserci anche il vino. In ogni caso, questa viene conservata dentro il tabernacolo.

Ostia liturgia: cosa è

Per chi non lo sapesse, le ostie, sono conservate all’interno della pisside, che a sua volta è conservata nel tabernacolo. Queste sono formate da una cialda di pane fatta con farina di frumento, con una forma circolare. Secondo quanto riportato nel capitolo 12 del libro dell’Esodo, si tratta di pane azzimo che il sacerdote consacra nel sacrificio della messa e distribuisce nel rito della comunione.

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