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L’articolo 354 del codice penale si esprime in materia di sequestro di beni in seguito ad accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria. Al riguardo, l’articolo descrive le modalità con cui disporre il sequestro di oggetti o luoghi, in seguito a un reato. Scopriamo nel dettaglio i punti salienti di questo articolo e come si struttura.

Articolo 354: il sequestro in seguito a un reato

In seguito a un reato, le autorità competenti hanno il compito di verificare attraverso indagini mirate e sopralluoghi, le prove necessarie per risolvere il caso. E’ proprio a tal riguardo e in materia di sequestro di luoghi o oggetti, che entra in gioco l’articolo 354 con le sue massime. In particolare, questo articolo del codice penale esprime chiaramente che:

  • Gli agenti di polizia e gli organi predisposti all’accertamento devono assicurare il prelevamento delle prove del reato in modo conforme e corretto. In tal modo, devono preservare tutti i luoghi e gli oggetti che possono risultare rilevanti al fine delle indagini. Quando è necessario è utile disporre al sequestro di tali elementi per non compromettere il buon esito delle indagini;
  • Il sequestro deve mirare alla perfetta conservazione dei reperti, al fine di evitare che per qualsiasi motivo i reperti subiscano delle alterazioni che possano compromettere tutto il lavoro. Laddove è necessario è bene procedere alla duplicazione delle prove tecnologiche ed è opportuno preoccuparsi della perfetta conservazione del materiale probatorio.

Dopo un accertamento volto al recupero di prove, potrebbe essere necessario ritornare sul luogo ed effettuare le nuove indagini. Anche per tale ragione, è opportuno assicurarsi che nessuno intervenga o manipoli tutto quel che rappresenta il materiale probatorio.

Articolo 354 del codice penale: la natura del sequestro

In presenza di particolari reati, soprattutto quelli penali, il magistrato potrà provvedere a disporre il sequestro dell’edificio, degli oggetti o di tutti gli elementi che possono costituire un importante elemento di prova. La fase delle indagini è, infatti, la più delicata. E’ in questo momento che è possibile compiere degli errori gravi che possono compromettere in modo permanente il risultato delle indagini.

Gli agenti di polizia e gli organi disposti al recupero di elementi probatori conoscono bene l’importanza di questa fase molto delicata. A tal riguardo, il magistrato presuppone un sequestro cautelare di oggetti, luoghi e tutto ciò che può essere acquisito come elemento di prova.

Il sequestro svolge la funzione di preservare i reperti acquisiti al fine di evitare qualsiasi tipo di contaminazione. Potrebbe capitare, infatti, che tali elementi a contatto con agenti atmosferici, persone o animali possano essere danneggiati in modo irreversibile, al punto da risultare compromessi.

L’articolo 354 del codice penale interviene per tutelare durante le indagini tutto ciò che può costituire un importante elemento di prova durante il processo. Il sequestro ha una durata variabile a seconda delle necessità. Sarà il magistrato, infatti, ad autorizzare il dissequestro o la restituzione degli oggetti al termine delle indagini.

Un reato nasconde una realtà complessa. In presenza di un delitto o un’altra tipologia di azione criminale è spesso necessario disporre il sequestro di diversi elementi, al fine di raccogliere prove sufficienti.

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