Diritto

L’art.161 CPP rappresenta un passo avanti molto importante in materia legislativa, poiché ha il compito di definire i termini entro cui una sentenza può essere definita annullabile. In ambito giuridico, le condizioni alla base di tale annullabilità sono definiti “vizi” e servono a stabilire quali sono le gravi mancanze che non possono essere ammesse in ambito giuridico. Le motivazioni alla base dell’annullamento possono essere di natura diversa. Scopriamo più nel dettaglio quando è possibile ricorrere all’art.161 CPP e rendere nulla una sentenza.

Art. 161 CPP: cosa prevede la legge e casi di nullità

L’art. 161 CPP è molto chiaro quando si parla di annullamento di una sentenza. Secondo questo articolo della Costituzione, infatti, ci sono specifici casi in cui è possibile rendere nulla una sentenza emessa. Nello specifico l’art. 16 CPP sancisce che una sentenza può essere annullata quando:

  • Si è davanti a un errore d’intestazione: in questo caso, si parla di “errore materiale”. Tale errore può verificarsi sia per la totale mancanza di un nominativo, sia per uno sbaglio oggettivo. Se la situazione è gravosa al punto da determinare una difficoltà di identificazione, è possibile rendere nulla una sentenza
  • Decesso del difensore: nel caso in cui avvenga l’improvvisa morte del difensore, è necessario sospendere il processo. Se questo continua senza che siano prese precauzione, allora la sentenza può essere annullata
  • Si è dinanzi a un’anomalia motivazionale: quando la motivazione sancisce una violazione di legge o vi è una chiara contraddizione tra le motivazioni espresse nella sentenza, è possibile impugnare una sentenza nei tempi previsti, al fine di renderla nulla

Art. 161 CPP:  tipologie di nullità e conclusioni finali

Ci sono casi in cui è possibile definire una sentenza annullabile. Questo si verifica in presenza di vizi giuridici, che possono essere relativi al provvedimento in sé o a singoli atti. In questo caso, è possibile provvedere alla nullità dell’atto in questione, ma in determinati casi, il giudice può decidere di annullare del tutto la sentenza.

Qualora la parte interessata non impugni la sentenza evidenziando l’imprecisione di un atto, la sentenza ha piena validità e, quindi, non può essere più annullata. Per tale ragione, è necessario che i richiedenti impugnino la sentenza prima che scadano i termini previsti dalla legge.

L’art. 161 CPP ha un ruolo determinante in ambito legislativo. Nello specifico, il Codice Civile dichiara due tipologie di nullità:

  1. Nullità derivata: è determinata dall’annullamento di un singolo atto, che ha valore determinante per il giudizio finale, espressa dal giudice in sentenza
  2. Nullità diretta: rientrano in questa tipologia quei vizi causati dalla mancanza di atti determinanti o di requisiti essenziali

La Costituzione Italiana in tema di diritto civile si è espressa in modo molto chiaro circa la possibilità di rendere una sentenza annullabile, per la presenza di gravi vizi di forma o mancanze rilevanti in ambito processuale. Grazie all’art. 161CPP è possibile quindi chiedere l’annullamento di una sentenza se sussistono le condizioni affinché questo possa avvenire. In tutti i casi, è compito del richiedente impugnare la sentenza e presentare la richiesta di nullità, entro i limiti stabiliti dalla legge.

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