vendite giudiziarie

Con il termine Givg, si intendono gli Istituti di Vendite Giudiziarie (IVG) che entrano in atto in caso di pignoramento dei beni. Ma, per capire bene di cosa stiamo parlando, andiamo a vedere più nel dettaglio cosa si intende con questo termine, di cosa si occupa e come contattare questi istituti.

Givg significato e di cosa si occupa

Con Givg s.r.l. si intende l’Istituto di Vendite Giudiziarie (IVG). Essi rientrano nella categoria come soggetti privati che però, attraverso la concessione da parte del Ministero, hanno l’autorizzazione alla vendita all’incanto (o all’asta) dei beni a disposizione dell’autorità giudiziaria, così come alla custodia dei beni mobili e all’amministrazione giudiziaria di beni immobili (come il suolo, le sorgenti di acqua e gli edifici che si trovano sulla superficie, anche se solo temporaneamente). Al di la della terminologia giuridica, l’Istituto di Vendite Giudiziarie cura la vendita dei beni che sono stati pignorati durante una procedura esecutiva. Quando si parla di vendita all’incanto, di fatti, ci si riferisce a una vendita forzata, attraverso un’asta pubblica. Coloro che si dimostrano interessati al bene in questione, faranno una loro offerta all’interno dell’asta organizzata e alla fine uno di loro si aggiudicherà il bene.

IVG come funziona

Gli Istituti di Vendite Giudiziarie sono considerati come dei soggetti che in collaborazione con il giudice si avvalgono  dell’esercizio dell’attività giurisdizionale. Assumono, dunque, obblighi e diritti di un pubblico servizio. Coloro che sono autorizzati a intervenire negli IVG possono essere sia persone fisiche che società.

IVG autorizzazione

Per istituire questo istituto è necessario richiedere un’autorizzazione direttamente al Presidente della Corte di Appello. Diversamente è possibile inviare la richiesta di autorizzazione al ministero, Direzione generale della giustizia civile, Ufficio II, che poi provvederà a inoltrarla direttamente al Presidente della Corte di Appello. È proprio quest’ultimo a curarne la procedura seguita dalla pubblicazione di un bando. La domanda può essere presentata entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del bando. Attraverso il decreto del Ministero della giustizia, colui che si è aggiudicato il bando avrà la possibilità di usufruire dell’autorizzazione per l’Istituto. Tale autorizzazione ha una durata di 5 anni, con la possibilità di rinnovo per altrettanti anni, a meno che nel frattempo non venga fatta richiesta di cessazione, revoca o rinuncia. Lo stesso Ministero della giustizia può presentare la richiesta per far cessare un istituto, attenendosi a comunicare il tutto con un anticipo di sei mesi prima della scadenza.

In quali casi si revoca l’autorizzazione

È importante sottolineare la differenza tra autorizzazione revoca e cessazione, in quanto le motivazioni possono essere diverse. L’autorizzazione di un istituto può essere revocata in caso di violazione delle norme del regolamento, oppure in seguito alla scoperta di gravi irregolarità o abusi nella procedura di esercizio dell’istituto. Ovviamente, prima di procedere alla revoca, sarà compito del Presidente della Corte di Appello provvedere alla contestazione obbligatoria degli addebiti e dal raccoglimento delle controdeduzioni di parte. Si verifica, invece, la cessazione in caso di rinuncia all’autorizzazione ottenuta. Si parla, infine, di  revocata di diritto in caso di morte, oppure nei casi in cui si verifichi un fallimento o la persona incaricata non sia più in grado di adempiere ai suoi compiti.

IVG dove si trovano

Per rivolgersi agli IVG bisogna recarsi presso i Tribunali o presso le Corti d’appello nei territori dove sono autorizzati a svolgere il loro compito. Solo un IVG può essere autorizzato in ogni sede, unica eccezione nel caso in cui venga dimostrato che un solo istituto non sia sufficiente a svolgere l’attività richiesta di quel territorio. Nel caso in cui si intenda contattare l’Associazione GIVG, potete inviare una comunicazione collegandovi direttamente al sito.

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