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L’indebito di arricchimento, anche definito arricchimento senza giusta causa, è un vantaggio di natura patrimoniale eseguito da una persona ai danni di un’altra. La legge italiana a tal proposito a previsto delle norme che regolano tali comportamenti e delle sanzioni per limitare azioni lesive verso altri soggetti.

Indebito arricchimento: ecco cosa prevede la legge italiana in merito

Il tema dell’arricchimento indebito viene trattato nel Codice Civile all’articolo 2041 e recita: “Chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un’altra persona è tenuto, nei limiti dell’arricchimento, a indennizzare quest’ultima della correlativa diminuzione patrimoniale. Qualora l’arricchimento abbia per oggetto una cosa determinata, colui che l’ha ricevuta è tenuto a restituirla in natura, se sussiste al tempo della domanda”. Come viene spiegato in modo chiaro, esaustivo e con linguaggio specifico nel blog “www.laleggepertutti.it”,  quando si parla di indebito di arricchimento della PA, ci si riferisce al riconoscimento dell’utilità da parte di un soggetto che deve provare con fatti il suo processo di arricchimento legale, e se tale viene confermato, l’ente pubblico non può opporsi e interromperlo. Al contrario invece, se il soggetto non può dimostrare le dinamiche del suo arricchimento allora si procederà con l’interruzione e le sanzioni. In questo caso ci sono due tipi di sanzioni, quelle demolitorie e quelle pecuniarie. Le sanzioni alternative pecuniarie non dipendono dalla restituzione della somma di denaro di cui si è entrati in possesso, ma dipendono dal criterio definito ‘tempus regit actum’: “tiene conto della natura permanente dell’illecito edilizio onde evitare che il responsabile dell’abuso possa ritrarre un indebito arricchimento per effetto dell’incremento del prezzo della costruzione successivo all’ultimazione dell’abuso e che la sanzione pecuniaria si concreti in un vantaggio economico rispetto all’alternativa costituita dalla sanzione demolitoria” (laleggepertutti.it).

Altre informazioni sull’indebito di arricchimento

Nei casi in cui si parla di indebito di arricchimento conseguente a delle prestazioni lavorative svolte da professionisti ed esperti ma senza un contratto valido davanti alla legge (quindi che abbia l’approvazione di costruzione di edifici, direzione e progettazione dei lavori), l’indennità prevista va legittimata nel limiti della diminuzione patrimoniale dallo stesso soggetto che ha subito nell’esecuzione della prestazione, escludendo anche il costo di quanto era stato stabilito se l’erogazione professionale fosse stata valida e in regola. E’ bene essere costantemente aggiornati circa le leggi in atto per sapere preventivamente come comportarsi in determinati casi di violazione o sospetto della tale, così evitando conseguenze negative a spese del proprio denaro o patrimonio ereditario.

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