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La locuzione “copertina di Linus” è spesso usata nel linguaggio comune. Un’espressione che rievoca alla mente immagini e oggetti cari legati all’infanzia, o comunque considerati importanti, poiché aventi un forte valore emotivo. La copertina di Linus è divenuta popolare tramite il fumetto “The Peanuts”, in cui è presentato il personaggio di Linus, amico di Charlie Brown, che non si separa mai dalla sua copertina. Con il passare del tempo l’espressione ha però acquisito sempre più una valenza psicologica, grazie a studiosi quali Winnicott.

Copertina di Linus: la storia narrata nel famoso fumetto

La copertina di Linus è uno degli oggetti più noti nel famoso fumetto che vede come protagonisti, il cane Snoopy e Charlie Brown. Tra i personaggi più noti di “ The Peanuts”, che è il titolo originale, vi è appunto Linus, un giovane molto profondo, che tratta spesso tematiche religiose, citando non di rado le Sacre Scritture.

In ogni sua illustrazione, Linus è presentato con in mano la sua copertina azzurra, dalla quale non riesce proprio a distaccarsi. E’ proprio Linus, infatti, a sottolineare come quella copertina sia per lui un oggetto importante, che egli stesso definisce a più riprese “di sicurezza” proprio per evidenziarne il ruolo consolatorio. Secondo il parere di Linus, è proprio quella copertina a metterlo al riparo dalle difficoltà e a renderlo tranquillo anche nelle situazioni più difficili.

Nel tempo, la famosa espressione “coperta di Linus”, esaltata a più riprese nel noto fumetto, è divenuta un modo di dire popolare, utilizzato da chiunque volesse sottolineare l’importanza affettiva di un oggetto per uno specifico individuo. In realtà, però, gli stessi autori del fumetto hanno ribadito che questa espressione era usata già in precedenza e che loro hanno solo contribuito a renderla popolare.

Copertina di Linus e Winnicott: l’importanza dell’oggetto transizionale

Oltre la storia di un fumetto molto popolare, la copertina di Linus rappresenta qualcosa di molto profondo e ha un significato ben radicato, che merita di essere studiato mediante un approccio psicologico di tipo analitico. Diversi esperimenti condotti da psicologi internazionali, hanno dimostrato infatti quanto sia vero ciò che affermava Winnicott, il fondatore del concetto di “oggetto transizionale“.

Il termine tende a indicare il forte legame affettivo e simbolico che si instaura tra i bambini e un oggetto qualsiasi, tra cui coperte, peluche e qualsiasi altra cosa, a testimonianza dell’importanza emotiva che essi rappresentano. Winnicott nella teoria elaborata sottolinea come uno specifico oggetto, da cui il bambino non riesce a separarsi, rappresenti per lui la sostituzione di una figura di riferimento (il più delle volte la madre), per cui agisca sul bambino come oggetto calmante capace di dargli sicurezza e conforto.

La coperta di Linus, è dunque un oggetto transizionale secondo la teoria elaborata da Winnicott. Sebbene Winnicott parta dai bambini, non bisogna credere che questo investa solo i più piccoli, poiché anche un adulto può avere un oggetto, un abito, un ciondolo, un portafortuna, qualsiasi cosa che lo tranquillizzi durante i momenti difficili della sua vita e che gli doni sicurezza, autostima e fiducia. Del resto, non c’è un’età sbagliata per desiderare rassicurazione.

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