Wanderlei Silva

Wanderlei Silva è un noto campione di arti marziali, che durante la sua carriera si è distinto per tenacia, forza e sacrificio. Uno spirito combattente di origine brasiliana che nel corso della sua carriera ha raccolto numerosi titoli e trofei.

Lo sportivo nasce a Curitiba il 3 luglio del 1976. L’impeccabile stile di combattimento, la ferocia e l’aggressività mostrata in ogni match, hanno reso Wanderlei Silva famoso in tutto il mondo. L’ascesa nelle arti marziali è avvenuta nei primi anni del Duemila, quando la velocità dei suoi colpi, la resistenza e la sua forza hanno raggiunto l’apice e gli hanno permesso di ottenere numerosi successi.

Wanderlei Silva: la carriera di un grande combattente

Wanderlei Silva nel corso della sua carriera si è avvicinato a molte discipline, riuscendo a distinguersi per tenacia e spirito di adattamento. La sua carriera da lottatore inizia con lo street fighting, il combattimento da strada, svolto in luoghi pubblici senza alcun limite o regola. La sua caparbietà e l’amore per le arti marziali però lo spingono presto verso il Muahi Thai, meglio conosciuto come pugilato thailandese, basato su tecniche di combattimento in piedi e su colpi concessi solo alla parte superiore del corpo. Altra passione di Wanderlei Silva è la kickboxing, che unisce le arti marziali giapponesi con i colpi tipici del pugilato.

Wanderlei Silva inizia la sua carriera come professionista nel 1996, quando partecipa al torneo di Vale Tudo svolto in Brasile, in cui è ammesso esclusivamente il combattimento a mani nude. E’ in questi anni che da grande professionista riesce a ottenere oltre sette vittorie e a sconfiggere nella lotta libera personalità del calibro di Mike Van Ardsale, conquistando il titolo dei pesi mediomassimi nelle arti marziali miste, un torneo disputato da atleti dal peso tra gli 83 e i 93 kg.

Il percorso di ogni campione è pero segnato, inevitabilmente, anche da alcuni fallimenti. La sconfitta più famosa della sua carriera avviene nel 1998 durante l’evento UFC Brazil tenuto a San Paolo: il match contro Vitor Belfort, finisce in tempi record, con la messa al tappeto di Wanderlei Silva in soli 44 secondi. Come un vero campione, però, non si arrende e l’anno successivo partecipa nuovamente al torneo, questa volta vincendo contro Tony Petarra.

Nel 1999 la partecipazione al Pride giapponese, un’importante organizzazione di arti marziali, lo intitola campione indiscusso fino al 2004: dopo numerose vittorie perde l’incontro contro Mark Hunt, una sconfitta che pone fine a ben 19 vittorie consecutive. Wanderlei Silva è considerato il miglior lottatore nella categoria pesi medi in questi anni, una fama del tutto meritata.

Nel 2000 Silva confeziona altre due preziose vittorie contro Bob Shrijber e Todd Medina, fino al 2006 partecipa a numerosi eventi sportivi, distinguendosi per tecnica e audacia. Nel 2007 perde il titolo dei pesi medi, dopo una sconfitta contro Dan Henderson. Con la sua carriera, Wanderlei Silva riesce a esprimere la passione smisurata per le arti marziali e nel 2016 sigla un contratto con la Bellator, un’organizzazione di arti marziali americane. Nel 2014 però annuncia il ritiro dalla MMA, le arti marziali miste, segnando così la fine della carriera di un vero campione.

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