Sono sempre di più le aziende italiane ed europee che decidono di optare per l’esportazione dei propri prodotti in Cina.

Intraprendere una simile strategia di commercio, infatti, attualmente è una delle vie più sicure per vedere il proprio fatturato incrementare in modo considerevole. Non a caso, quello del colosso cinese viene considerato il più grande mercato di commercio a livello mondiale.

Per esportare in Cina e ottenere un buon profitto è importante seguire alcuni punti fondamentali, in modo da essere sicuri di conoscere bene il territorio in cui ci si addentrerà.

Quali beni esportare in Cina?

Al momento, ciò che sembra catturare maggiormente l’attenzione del popolo cinese, può essere così riassunto:

  • Prodotti per la cura del corpo;
  • Prodotti alimentari tipici, quali ad esempio il caffè, il cioccolato, l’olio o anche il vino DOC;
  • Prodotti tessili 100% made in Italy, come centrini, tappetti o sacchetti di tessuto;
  • Prodotti di lusso, come ad esempio orologi di marca e veicoli.

Quali sono le tasse da pagare per esportare in Cina?

Esportare in Cina e aumentare il proprio fatturato è sempre il sogno di ogni azienda. Riuscire a introdursi in questo enorme mercato non è una strada facile, anzi, ma ciò che possono tutti testimoniare è che i risultati saranno molto soddisfacenti.

Innanzitutto, bisogna avere chiaro il quadro per quel che riguarda le tasse. L’esportazione dei propri prodotti e servizi comporterà una serie di tasse che possono essere così suddivise:

  • Dazi doganali;
  • Vat, che non è altro che la nostra Iva;
  • Imposta sul consumo: quest’ultima tassa però non è sempre applicata, ma colpisce solo una serie mirata di prodotti, quali ad esempio alcolici, cosmetici, tabacco, orologi di lusso e altro ancora.

È importante, quindi, informarsi sulla tassazione che verrà applicata ai beni che si ha intenzione di esportare.

Documenti fondamentali per poter esportare i propri prodotti

Un’altra pratica da dover sbrigare per l’esportazione in Cina riguarda l’innumerevole quantità di documenti da dover preparare. Generalmente, quelli strettamente necessari sono i seguenti:

  • DAU
  • Certificato di origine
  • Certificato fitosanitario
  • Certificato sanitario
  • Fattura commerciale
  • Documenti di trasporto

Questi sono i documenti fondamentali richiesti, anche se tal volta può capitare che possano esserne aggiunti altri in merito al prodotto o al servizio esportato. Si consiglia sempre di chiedere conferma al proprio importatore, il quale saprà indirizzarvi al meglio.

Ultima analisi: conviene quindi esportare in Cina?

Tenendo conto di tutti questi fattori, la domanda potrebbe sorgervi spontanea, ma a risposta è sempre la stessa: sì, conviene assolutamente. I numeri parlano chiaro, esportare in Cina significa semplicemente raggiungere un numero talmente alto di ricavi che potrebbero essere paragonati a quelli derivati dalle vendite effettuate all’interno dell’Unione Europea.

Ogni giorno più di 800 milioni cittadini cinesi si recano sul web per acquistare prodotti esteri, soprattutto italiani: quella del popolo cinese sembra essere una vera e propria “ossessione”. Il nuovo mercato orientale, insomma, si sta pian piano trasformando, rappresentando sempre più per l’estero quella che potrebbe esser chiamata la nuova El Dorado.

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