Non appena uscito il nuovo episodio di Star Wars, il settimo della saga, milioni di fans hanno riacceso la loro passione per la fantascienza puntando i riflettori sui protagonisti principali: i robottini.

Dal 1977 a oggi i robot che vengono chiamati anche droidi, sono sempre stati presenti in ogni episodio, ciascuno con un proprio numero di identificazione e una categoria di appartenenza.

Che cos’è un droide?

Questo termine venne utilizzato per la prima volta in un libro di fantascienza di Mari Wolf ma ben presto fece il suo ingresso anche nel mondo cinematografico, come “droid”. La traduzione inglese è stata poi concessa per la realizzazione di una linea di cellulari, con sistema operativo “android”.

Coniato per la prima volta nella storia di Guerre Stellari, per indicarne i robottini ma in generale nel mondo della robotica, si tratta di una macchina chiamata “androide” equipaggiata con un’intelligenza artificiale simile a quella umana.

Robot R2D2 o C1P8?

Il robot R2D2 che nella prima versione italiana si chiamava C1P8 è un droide simpaticissimo che si occupa di riparare le navicelle spaziali, trovando sempre soluzioni originali per mettere in salvo i suoi amici.

Ha un aspetto buffo: alto quasi un metro con una testa tonteggiante quasi fosse una cupola, dotata di un monocolo che gli permette di guardare e proiettare ologrammi. Possiede tre gambe, una estraibile, ed è equipaggiato con vari strumenti come un saldatore, una sega circolare e una chiave di accesso per tutti i dispositivi.

Come tutti gli astroidi, rappresentava un navigatore sui “caccia stellari” e le astronavi. In grado di fare calcoli, di pilotare come un umano e di stabilire le rotte da seguire. Ciò che lo rendeva particolare era anche la sua capacità di spionaggio e infiltrazione nelle missioni che gli venivano affidate. Non era un grande combattente, ma riusciva a battere i suoi antagonisti grazie alla sua elevata intelligenza.

Di contro, C1P8 non discuteva, riproduceva solamente suoni e riusciva a farsi comprendere grazie all’aiuto di C3PO un robot con sembianze umane, estremamente simpatico.

Il robot R2D2, invece, droide astro-meccanico era in grado non solo di riparare e pilotare astronavi da combattimento, ma grazie alla sua capacità di “parlare” poteva interagire con i computer e i sistemi di navigazione delle navicelle spaziali.

Perché è diventato R2D2?

Si decise di cambiare il nome da C1P8 a R2D2 per renderlo più umano possibile nonostante il suo aspetto non somigliasse a quello di un uomo, con un’intelligenza superiore a quella degli altri droidi.

La sigla inglese pronunciata “artoo” fu una scelta per consonanza con Arthur. Mentre la produzione italiana scelse il nome C1P8 per ricordare il duo comico di Gianni e Pinotto, strategie per fare rimanere impressi i nomi dei robot.

Sul mercato, visto il grande successo riscosso anche tra i più piccoli, ne esistono diverse riproduzioni. L’azienda Disney ne ha riprodotto una miniatura con il corpo snodabile e una ventina di effetti sonori. Funziona a batterie e ha due modalità di attivazione, vocale o tramite pulsante. La versione telecomandata costa di più perché un vero e proprio robot, in grado di rispondere ai comandi vocali, proiettando ologrammi e muovendosi in tutte le direzioni. Acquistabile sugli store online.

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