Una barca a vela affinché possa gareggiare insieme ad altre imbarcazioni che siano simili o uguali fra loro, deve essere costruita rispettando delle regole ben precise e seguendo un modello di costruzione. Questo insieme di regole prende il nome di “classe velica”.

La vela è uno sport introdotto ad Atene fin dalla prima edizione dei giochi olimpici. Ad essa fa capo anche il windsurf, molto praticato negli Stati Uniti dai giovani surfisti. Questo sport si pratica utilizzando una tavola che ondeggia sull’acqua e mantiene in equilibrio il surfista, grazie anche all’azione esercitata dal vento che spinge con la sua forza sulla vela e talvolta, anche, per merito della forza delle onde.

Oltre alla vela o windsurf abbiamo anche le imbarcazioni a vela che per partecipare alle varie gare devono necessariamente essere classificate pena squalifica o non ammissione.

A chi serve conoscere le classi veliche

Durante le gare è importante identificare le caratteristiche dell’imbarcazioni che partecipano, al fine di evitare di ricorrere all’uso di barche con un costo più elevato del dovuto, da parte di un partecipante a sfavore degli altri concorrenti. Quindi l’obiettivo principale è partecipare con barche che possiedano identiche strutture senza danneggiare gli altri.

Come si determina una classe velica

L’associazione di classe, stabilisce delle precise norme di classe che permettono alla barca di entrare a fare parte di una classe. Queste norme sono talmente precise che ne stabiliscono il nome del costruttore autorizzato nella produzione di barche munite di certificato per partecipare alle gare.

Abbiamo tre tipi di categorie di classi: la prima in cui il produttore determina precise misure per le sue barche e pertanto è riconosciuto come tale insieme al suo cantiere; la seconda che offre la totale libertà nella costruzione; e la terza nella quale si deve raggiungere un obiettivo prefissato nonostante i parametri di costruzione possano essere variabili.

Le classi veliche certificate dall’ISAF sono invece:

  • deriva: raggruppa tutte le barche che possono partecipare alle gare olimpiche;
  • Internazionali derive: sono barche adatte ai bassi fondali, pilotate da un massimo di tre persone. Quando in mare il vento spinge sulle vele, l’equilibrio viene mantenuto dai membri della ciurma.
  • Internazionali imbarcazioni a dislocamento o “a chiglia”: sono equipaggiate di un “bulbo” o anche “piano di deriva” che permette durante la navigazione, quando il vento spinge sulle vele, di mantenere l’equilibrio dell’imbarcazione. In genere la ciurma cerca di sistemare dei pesi sulla barca per evitare che si ribalti e per consentire di mantenere una posizione stabile. Non possono entrare in planata e in presenza di forti venti si possono verificare eventi di “surfing” sulle onde.
  • Internazionali multiscafi: sono imbarcazioni leggere e molto veloci, che mantengono l’equilibrio attraverso una base di appoggio posta tra gli scafi che le compongono. L’equilibrio in caso di vento forte è mantenuto dalla ciurma che si dispone in modo da evitare il rovesciamento della barca. Nel caso di venti leggeri, invece, l’imbarcazione è in grado di mantenersi da sola in equilibrio.
  • Internazionali windsurf: hanno la struttura del windsurf, in quanto ondeggiano sull’acqua e si muovono tramite il vento che spinge sulle vele.

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