La religione islamica ha due grandi importanti festività, l’Aïd el-Fitr, detta festa della rottura perché riferita al giorno dopo l’ultimo giorno del mese sacro del Ramadan e l’Aïd al-Adha, detta anche festa del sacrificio e osservata in particolare nel Maghreb, riferita alla storia del profeta Abramo. Ma non esistono solo queste. Vediamo di seguito tutte le festività che compongono l’anno solare.

Le altre festività musulmane

Seguendo il calendario lunare, tutte le festività musulmane si basano sul calendario musulmano e per questo motivo non hanno date fisse, come la Pasqua cristiana. Esse possono avere un’ampiezza di circa undici giorni rispetto all’anno solare: un calendario, quest’ultimo, che cambia tra sunniti e sciiti.

Tradizionalmente, il venerdì è il giorno santo per i musulmani, come il sabato per gli ebrei e la domenica per i cristiani. Ci sono, però, comunque delle eccezioni come l’Algeria, in cui il fine settimana è costituito dal venerdì e dal sabato, e l’Arabia Saudita in cui di venerdì i negozi vengono chiusi per mezza giornata.

In tutti gli altri paesi, invece, in cui il venerdì è il giorno santo viene osservata la preghiera collettiva che si tiene nel primo pomeriggio e che è obbligatoria per gli uomini e auspicabile per le donne.

Più di una festività è, invece, il mese sacro del Ramadan che quest’anno ha avuto inizio il 5 maggio. Si tratta di trenta giorni di digiuno in cui i musulmani non possono né mangiare né bere dall’alba al tramonto. Il sostentamento è, quindi, riservato alle ore notturne.

Laylat al-Qadr, o Notte del destino, è una delle notti della fine del mese del Ramadan e viene considerato un momento benedetto. Durante la festività si ricorda la rivelazione del Corano a Maometto ricevuta direttamente dall’angelo Gabriele. Solitamente essa si celebra tra il ventunesimo e ventunesimo giorno del Ramadan.

La fine del Ramadan coincide con la festa Id al-fitr, detta della rottura, una delle più importanti sopra citate. Essa è la festa musulmana che segna, infatti, la rottura – da qui il nome – del digiuno mensile. Inizia al tramonto e prosegue con la festa del giorno dopo, il primo giorno del mese di Shawwal in cui i musulmani si riuniscono per celebrare le preghiere rituali festive a base di cibo e bevande non alcoliche, dolci per i bambini e regali tra parenti e amici. Una festa della durata di tre giorni compensati da altri sei giorni di digiuno durante il mese.

Id al-adha, detta anche festival del montone, è la festa che celebra la fede di Abramo che stava per sacrificare il figlio Ismaele secondo la visione del Corano.

Jalsa Salana è la cerimonia religiosa di più giorni che viene organizzata in onore di Allah e del profeta Muhammad per ricordare l’edificazione spirituale dei credenti.

Achoura è il nome della festa che ricorre il decimo giorno del mese di Muharram nel calendario dell’Egira. Una festa, questa, che ha un significato diverso in base ai rami dell’Islam. Per gli sciiti è il giorno della battaglia di Kerbala ricorsa nell’anno 680, per gli Aleviti è la festa che ricorre dopo dodici o tredici giorni di digiuno, per i sunniti, infine, è un giorno di digiuno non obbligatorio.

Laylat al miraj è la festa con cui si commemora il viaggio notturno di Maometto che ricorre il ventisettesimo giorno del mese di Rajab e durante il quale si ricorda il viaggio notturno in cui Maometto venne trasportato dall’angelo Gabriele tra Gerusalemme e La Mecca.

Infine, Laylat ul Bara’ah è il giorno di preghiera notturna in cui i musulmani chiedono di essere perdonati per i peccati dell’anno precedente.

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