Celebre i suoi paesaggi esotici e le sue donne mulatte, Paul Gauguin è uno dei principali esponenti della pittura ottocentesca, famoso per la sua irrequietezza data dalla costante ricerca che lo caratterizzava. Vediamo insieme chi era e quali opere ha realizzato.

La vita

Nato nel 1848 a Parigi, Gauguin può essere ascritto contemporaneamente alle correnti impressionista, post-impressionista, simbolista, espressionista. Con una vita all’insegna del viaggio, il pittore si lancia all’avventura sin dall’infanzia. A solo un anno il padre, infatti, trasferisce tutta la famiglia in Perù, un viaggio durante il quale lui stesso muore segnando per sempre la vita di Gauguin che, poi, nel 1855 torna in Francia insieme alla madre, dove rimane per dieci anni. Infatti, a diciassette anni si imbarca per il Brasile per trovare, poi, solo a 23 anni la stabilità nuovamente a Parigi, dove diventa agente di cambio e nel 1873 sposa Mette Sophie Gad da cui ha cinque figli. Proprio in questi anni inizia a dedicarsi all’arte con le prime opere dipinte da autodidatta.

Si avvicina allo stile impressionista grazie alla conoscenza di Camille Pissarro. Le sue opere, però, hanno anche altre peculiarità. Lo stile di Gauguin, infatti, si dice accostato al “cloisonnisme”, per i contorni netti e scuri delle figure che racchiudono colori compatti con la totale in cui si evidenzia l’assenza quasi totale di chiaroscuri. Il nome “cloisonnisme” fa riferimento ai compartimenti di metallo che costituiscono la struttura delle vetrate nelle chiese, ognuno dei quali racchiude un colore diverso.

Rimasto senza lavoro, poi, Gauguin si imbarca per Panama per lavorare alla costruzione del famoso canale di Panama. Vi ritornerà una seconda volta, poi, dopo essere approdato anche a Tahiti ed essere prima tornato in Europa. Muore nel 1903 a 56 anni.

Le opere

Tra le opere di Paul Gauguin, le più famose sono sicuramente quelle appartenenti ai periodi tahitiano e polinesiano, quali Ia Orana Maria (Ave Maria) del 1891 e Aha oe feii? (Come, sei gelosa?) del 1892 ascrivibili al primo e Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? del 1897 del secondo periodo.

Volendo riassumerle in un crescendo tematico che va dalla prima opera all’ultima, Gauguin parte da una spiccata spiritualità nel 1891 fondendo la religione cristiana con gli stimoli visivi provenienti dalle terre del Sud, approda, poi, nel 1892 a una sorta di paradiso terrestre, come da lui descritto, che dà, però, uno sguardo al mondo pagano fatto di amori e confessioni che le protagoniste della tela pronunciano, per arrivare, infine, ai dubbi esistenziali del dipinto del 1897 in cui la spiritualità sembra quasi crollare.

Lo stile

Lo stile personale e primitivo che caratterizza le sue pitture, fatte di colori decisi e linee nette hanno portato il fratello di van Gogh, il mercante d’arte Theo van Gogh, ad accogliere Gauguin nel proprio laboratorio offrendogli uno stipendio mensile. Al contrario, però, nonostante venne convinto da Theo ad andare a vivere in Provenza con il celebre Vincent, tra Gauguin e van Gogh non si è mai creato un forte legame, tanto da arrivare al famoso taglio dell’orecchio col rasoio che per alcuni sarebbe stato lo stesso Gauguin a ferire il pittore dei girasoli.

 

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