Il suo significato è “soppiantatore”. Il nome Giacobbe, infatti, di origine ebraica e biblica indicante il figlio di Isacco viene tradotto in questo modo. Nello specifico, il termine deriva da “ageb” e significa “tallone”. Vediamo la sua storia e curiosità a riguardo.

Storia di Giacobbe

La storia del figlio di Isacco è raccontata nel primo libro della Genesi. Egli sarebbe nato con la mano attaccata al calcagno del fratello gemello Esaù: da qui il nome che deriva dal termine ageb indicante il tallone. Poiché, quindi, “afferrare il calcagno” significava anche “soppiantare”, il nome acquisì presto il significato di “egli soppianta”.

Giacobbe, considerato uno dei Padri dell’Ebraismo, scappò presto dalla famiglia per evitare l’ira del fratello e iniziò a lavorare per lo zio Labano di cui custodiva il bestiame. Dopo aver, però, fregato lo zio rubandogli parte del bestiame, ne sposò entrambe le figlie, prima Lia e poi Rachele. Da loro ebbe otto figli, mentre altri quattro da due schiave, di nome Zilpa e Bila. Proprio dai dodici figli maschi di Giacobbe ebbero origine le dodici tribù di Israele.

Figlio prediletto, però, di Giacobbe era comunque Giuseppe. Le loro storie si intrecciarono soprattutto quando, dopo che Giuseppe venne venduto dai suoi fratelli, le tribù di Israele, insieme a Giacobbe stesso, vennero trasferite in Egitto per salvarsi dalla carestia. Il faraone, allora, fece un sogno in cui comparivano sette vacche magre, un sogno che fu proprio il figlio prediletto Giuseppe a interpretare.

Giacobbe nella storia dell’arte

La scena della storia di Giacobbe più famosa tra le raffigurazioni artistiche a lui ispirate è sicuramente quella della lotta con l’angelo di Delacroix, una scena comunque poco rappresentata nell’ambito dell’iconografia cristiana.

Si tratta di un dipinto a parete realizzato tra il 1853 e il 1861 nella cappella degli Angeli. Esso raffigura la ribellione padre-figlio di ispirazione titanica che, oltre al riferimento biblico, si adatta a più interpretazioni, come le connotazioni politiche dell’epoca: tra queste, ad esempio la posizione della Chiesa gallicana in contrasto con la chiesa romana al laicismo dilagante.

La raffigurazione, contestata ai tempi dalla Chiesa, mostra comunque la condizione umana di tensione verso Dio in un continuo rapporto dialettico di incontro-scontro.

L’episodio racconta i fatti successivi alla fuga di Giacobbe e la sua lotta contro il misterioso angelo che incontra in sogno. Andando contro la legge di Dio, Giacobbe dimostra in realtà di fare una cosa giusta, così da dimostrare la liceità del superamento della legge divina. Per questo, dal punto di vista politico il messaggio dipinto da Delacroix rientra comunque nella rappresentazione del bene comune.

Curiosità

Il giorno in cui si celebra l’onomastico di Giacobbe è il 24 dicembre, ossia la Vigilia di Natale. Il giorno fu scelto perché esso indica il Martirologio Romano, in cui si celebrano gli antenati terreni di Gesù.

Tra le persone famose che portano il nome di Giacobbe c’è il campione di pugilato Giacobbe Fragomeni che ha vinto l’undicesima edizione dell’Isola dei Famosi.

 

 

 

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