Gabriela Mistral nasce a Vicuña, piccola cittadina a vocazione agricola e mineraria del Cile, il 7 aprile 1889. È considerata unanimemente come una delle più influenti poetesse del ‘900 nonché la prima donna sudamericana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura nel 1945.

La sua è una famiglia modesta: il padre, insegnante e poeta amatoriale, abbandonerà la famiglia molto presto ma, nonostante tutto, la poetessa erediterà dal padre la passione per l’insegnamento e la poesia. A 11 anni è costretta a ritirarsi dalla scuola pubblica, per una falsa accusa di furto, e sarà seguita nell’educazione dalla sorella maggiore, più grande di lei di 15 anni e insegnante. Ancora ragazza, a 15 anni, conosce le opere del poeta Frederic Mistral, poeta francese di lingua e cultura occitana, e ne rimane subito colpita; sarà proprio Frederic Mistral a influenzare fortemente il suo stile letterario e la sua vita, tanto da spingere Lucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga, vero nome di Gabriela Mistral, a firmarsi con lo pseudonimo che tutti conosciamo come omaggio a Gabriele D’Annunzio e Frederic Mistral, suoi punti di riferimento letterario.

A 16 anni decide di iscriversi alla Scuola Normale di La Serena per poter diventare un’insegnante e seguire una delle sue grandi passioni, contemporaneamente da sfogo alle sue idee collaborando come giornalista a diverse testate locali. Di idee progressiste e di ispirazione sociale, imprimerà nei suoi articoli la sua profonda attenzione per le tematiche sociali e l’accesso all’educazione per le classi più svantaggiate. Le sue posizioni, emerse pubblicamente nei suoi articoli, sono considerate “pericolose” nel Cile dei primi anni del ‘900, ancorato a logiche conservatrici e maschiliste. Uno di questi articoli gli costerà l’espulsione dalla Scuola normale e la priverà della possibilità di accreditarsi accademicamente all’insegnamento. La penuria di insegnanti in Cile gli da comunque la possibilità di praticare l’insegnamento in scuole periferiche ed isolate del paese. È proprio in quegli anni che con Sonetos de la Muerte vince un importante competizione letteraria nella capitale cilena ed inizia ad imporsi come poetessa di spessore nei salotti del paese. La morte sarà tema ricorrente dei suoi lavori e contribuirà a delineare lo stile unico e innovativo dell’autrice sudamericana.

I nuovi governi cileni, della fine degli anni ’10, individuano in Gabriela Mistral la figura perfetta per il rilancio e la ristrutturazione del sistema scolastico cileno e le offrono la cattedra di direttrice di un importante Liceo del paese. Vincerà il concorso di direttrice al più importante Liceo femminile del paese a Santiago ma si scontrò ben presto con la mentalità di un paese non ancora pronto ad accogliere le idee innovatrici della Mistral. È all’estero che la poetessa arriva inaspettatamente al successo con la pubblicazione della raccolta Desolacion a New York nel 1922 e Lecturas para Mujeres in Messico l’anno successivo, opera fondamentale che tratterà la maternità e l’educazione femminile sotto una nuova lente. Sarà proprio il governo messicano ad offrirgli importanti riconoscimenti che le permetteranno di viaggiare per il mondo ed essere apprezzata tenendo lezioni nelle più prestigiose università europee e nordamericane. Sarà rappresentante dell’America Latina all’Istituto per la Cooperazione intellettuale e dal 1932 console del suo paese in diverse città tra cui Napoli, Parigi e New York. È in questi anni che conosce la scrittrice statunitense Doris Dana con la quale inizierà un fitto scambio epistolare e una relazione sentimentale che la porteranno a trasferirsi a New York negli ultimi anni della sua vita. Morirà nel 1957 a New York, lasciando le sue proprietà alla compagna e una cospicua eredità ad un fondo per l’educazione nella sua terra natale.

Il suo stile letterario è sorto sulle ceneri della vecchia società cilena postcoloniale. La povertà, l’emarginazione, le tematiche dell’emancipazione femminile, cosi come l’amore, il dolore e la morte saranno tema ricorrente nelle sue opere e faranno emergere la peculiarità dello stile dell’autrice, eterogeneo e discontinuo. Oltre alle opere citate, Tala, Ternura, Nubes blancas, Lagar e Recados hanno mostrato l’attenzione verso l’amore, la sofferenza e la morte, l’insegnamento e le necessità di nuovi approcci per un’educazione aperta a tutti e sensibile alle donne; universo femminile fatto di madri, mogli e giovani donne, perno e faro delle generazioni future.

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