Nonostante il più celebre carcere della Capitale sia Regina Coeli e un altro importante presente in città sia il Carcere di Rebibbia, il più antico è sicuramente il Carcere Mamertino, denominato anche Carcer Tullianum in latino.

Struttura del carcere

L’edificio era diviso in due piani in cui si disponevano delle grotte scavate tra cui la più profonda era la Tullianum (da qui l’altro nome attribuito al carcere) risalente all’età arcaica. Essa era di struttura circolare e antecedente alla costruzione dell’intero edificio: se, infatti, la prima fu realizzata nel settimo secolo a.C., il carcere venne costruito nel secolo successivo.

L’intera struttura si basò una pianta trapezoidale con copertura di volta a botte. La facciata venne, invece, composta da blocchi bugnati in travertino con una cornice in cui si potevano leggere le incisioni dei nomi dei consoli C.Vibio Rufinio e M. Cocceio Nerva. La cristianizzazione del complesso è databile attorno all’VIII secolo, periodo al quale rimontano le tracce di un affresco rinvenuto nel Tullianum, ed entrambi gli ambienti furono convertiti in cappelle. In questo stesso periodo il luogo cominciò ad essere chiamato Carcere Mamertino.

Tra gli ospiti illustri che hanno trascorso un periodo di prigionia all’interno del Carcere Mamertino si annoverano i nomi di: Erennio Siculo, amico di Gaio Sempronio Gracco detenuto nel 123 a.C.; Giugurta, re della Numidia nel 104 a.C.; Lentulo e Cetego, compagni di Catilina nel 60 a.C.; Vercingetorige, re dei Galli nel 46 a.C.; Seiano, ministro liberto di Tiberio nel 31 d.C.; Simone di Giora: difensore di Gerusalemme 70 d.C.
Inoltre, sono annoverati anche i nomi dei santi Pietro e Paolo, nonostante non ci siano ancora prove certe della loro presunta detenzione. Secondo l’agiografia cristiana medioevale, però, essi vennero qui imprigionati ed erano soliti battezzare i compagni di cella convertiti al cristianesimo.

Il carcere oggi

Oggi è possibile visitare il più antico carcere romano grazie a un’esperienza tutta digitale. Il Percorso Experience, infatti, consente ai visitatori di effettuare un tragitto multimediale fatto di esperienze sensoriali di suono, audio e video. Il tutto si snoda partendo dal Campidoglio e arrivando fino alla Chiesa di San Pietro in Carcere, passando per il Tullianum, dove secondo la tradizione fu tenuto prigioniero San Pietro. Nella proposta sono compresi: ingresso e visita multimediale del Carcere di San Pietro con accompagnatore, Tullianum e percorso Tulliano virtuale, le mura e la cappella del Santissimo Crocifisso. Il tutto al prezzo di €12, mentre la visita è gratuita per i bambini fino a 6 anni non compiuti e per le persone disabili. Per ogni fascia oraria si accetta un numero di visitatori di massimo 15 persone per la disponibilità dei supporti digitali. Ogni visitatore, infatti, utilizzerà un tablet fornito dall’organizzazione per effettuare il proprio percorso di visita della durata complessiva di 30/40 minuti circa.

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