Non solo Iliade e Odissea, l’Eneide è l’altro grande mito che si studia a scuola. Com’è noto, si differenzia dai primi due per l’autore: è, infatti, un’opera virgiliana, contrariamente ai due poemi omerici. Al contrario, la trama prosegue dall’Iliade e si identifica con l’Odissea. Come il viaggio di Ulisse, infatti, anche quello di Enea, protagonista dell’Eneide (ecco il perché del nome), inizia dopo la guerra decennale narrata nell’Iliade e dopo la presa di Troia. Enea fugge dalla città distrutta dai Greci proprio grazie a Ulisse e arriva sulle coste del Lazio.

Altro protagonista del poema è, però, il figlio di Enea, Ascanio, che fonda Alba Longa, da cui ha inizio la grande civiltà dei Romani: la città è, infatti, la patria di Rea Silvia, madre di Romolo, nonché fondatore di Roma. Egli compare nell’Eneide durante il racconto della caduta di Troia. In questo momento lo si trova illeso, nonostante le fiamme che l’hanno circondato durante la presa della città. Proprio questo episodio dà al lettore l’idea complessiva del personaggio: Ascanio è, infatti, protetto dalle divinità che lo salvano poiché conoscono il futuro e significativo ruolo che egli avrà nella costituzione della civiltà romana.

Nonostante la sua importanza, però, al figlio di Enea non vengono dedicati molti versi: sia durante il soggiorno di Enea a Cartagine dall’amata Didone sia durante il conflitto tra Troiani e popolazione autoctona del Lazio, infatti, ad Ascanio non viene data molta voce in capitolo.
Ad ogni modo, pur non essendo un personaggio primario all’interno dell’Eneide, Ascanio è fondamentale per lo svolgimento non solo del poema stesso, ma anche del destino della storia raccontata.
Una curiosità, però, si ha nel nome. Se dai greci, infatti, era conosciuto come Ascanio, per i Latini, al contrario, aveva un altro nome.

Il nome di Ascanio per i Latini

Il personaggio di Ascanio è l’unico a comparire solamente nell’Eneide e non nei poemi omerici. Quindi, è proprio grazie a Virgilio se il figlio di Enea è oggi conosciuto dal grande pubblico. Ascanio era, però, conosciuto dai latini come Iulo, nome che glorificava le origini della gens Iulia e legittimava l’imperatore Ottaviano.

Infatti, la famiglia di Cesare e Ottaviano Augusto riportava l’eponimo – ossia il nome di origine della gens – della dinastia. La gens Iulia deriverebbe, quindi, da Iulo e definirebbe la discendenza diretta di Enea.

Per questo motivo, quindi, il doppio nome del figlio di Enea avrebbe ragioni politiche, oltre che storiche e culturali. Virgilio avrebbe, infatti, scelto il nome Iulo per celebrare Ottaviano in persona, proprio durante la sua reggenza.

È necessario sottolineare che l’autore ha scritto l’Eneide proprio tra il 29 a.C. e il 19 a.C., periodo durante il quale l’imperatore Augusto sovvertiva la Repubblica Romana e fondava il nuovo Impero, concentrando esclusivamente nelle proprie mai tutto il potere romano.

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