La traduzione italiana del suo cognome significa, letteralmente, “piccola parola”. Potrebbe sembrare una forzatura, ma in realtà è proprio l’abilità di comunicare pensieri in pillole che ha reso famoso Stephen Littleword, lo scrittore, copywriter e grafico pubblicitario. Nato negli anni ’70, oggi vive e lavora a Padova, ma continua a viaggiare per il mondo cercando e studiando continuamente ciò che lo circonda per trovare da lì la giusta ispirazione. Della sua vita privata si sa, però, poco altro, perché forse proprio del contrario dell’abbondanza di informazione il poeta vuole fare il proprio biglietto da visita.

Meglio sicuramente lasciar parlare per lui le parole delle sue poesie. E infatti, la sua ricerca è finalizzata alla comprensione dei meccanismi della comunicazione efficace, al miglioramento della qualità della vita e allo sviluppo del proprio potere personale. Nei suoi viaggi persegue un unico obiettivo e una sola meta: raggiunge se stesso. Amore e speranza, quindi, sono le prerogative dei suoi libri, tutti in edizione rigorosamente limitata: i suoi titoli sono Nulla è per caso, La tecnologia dell’ovvio, Piccole cose – che ben conferma i suoi cognome e stilistica – e Aforismi.

Le frasi più celebri dello scrittore

Siamo in autunno e nessun pensiero poetico potrebbe essere più azzeccato di quello dell’autore che recita: “Voglio un autunno rosso come l’amore, giallo come il sole ancora caldo nel cielo, arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare. Voglio un autunno da scoprire, vivere, assaggiare”. Un componimento che celebra la voglia di vivere e di apprezzare la natura e il panorama che circonda ognuno di noi.

Nel brano Nulla è per caso, poi, il messaggio principale dell’autore è voler far capire l’unicità presente in qualsiasi uomo, perché bisogna comprendere quali siano i propri punti di forza e, contemporaneamente, i propri limiti: entrambe le componenti ci rendono, infatti, unici e diversi. La vita è una sola, e l’importante è viverla essendo se stessi.

Così l’autore scrive: “Ricorda che non puoi essere tutto per tutti/e non puoi fare tutto in una volta sola./Non si può fare tutto bene, sempre, allo stesso modo;/e non si può fare sempre meglio di chiunque altro./Tu sei un essere umano come tutti gli altri” e conclude con “Vola! È il tuo dono” in uno slancio di ottimismo e positività che ognuno di noi dovrebbe sempre ricordare, come l’incipit del componimento ammonisce.
Pensiero, quest’ultimo, confermato anche dalla poesia che segue, sempre di carattere universale e profondamente umano: “Ogni mattino vi è data la/facoltà di scegliere come/agire, fare, essere./Sii il meglio di ciò che sei!”.

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