Uno dei concetti base nel mondo della finanza è la Volatilità di investimento che consiste nel misurare con quale intensità nel corso del tempo il valore di un titolo oppure di un portafoglio possono subire delle variazioni del proprio valore, il calcolo viene eseguito in percentuali e la misura serve ad indicare a quanto corrisponde il valore medio di un titolo rispetto alla distanza usuale del prezzo. Ovvero, usando parole più semplici, l’indicazione del calcolo percentuale stabilisce che a una Volatilità più alta corrisponderà una variazione più marcata del prezzo, mentre a una Volatilità più bassa la variazione del prezzo sarà più docile. Ma nello specifico che cos’e la Volatilità Finanziaria? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Come funziona la Volatilità nei mercati finanziari

Quando si parla Volatilità nei mercati finanziari si ci riferisce a tutte le variziani di prezzo che possono subire, in un lasso tempo ridotto, sia il valore dei titoli sia il valore dei portafogli sulla base dei tempi e delle varizioni che precedentemente hanno caratterizzato un determinato prezzo. Ovvero non si avverte la Volatilità se controllando l’andamento regolare di un titolo le oscillazioni dello stesso sul lungo periodo le variazioni non superano i Valori Massimi e Minimi conosciuti, mentre se le oscillazioni del titolo superano questi valori in un periodo ti tempo molto più breve allora la Volatilità sul mercato finanziario verrà avvertita.

Da cosa è determinata la Volatilità nei mercati finanziari

Non esiste una teoria univoca per stabilire da cosa può essere determinata la Volatilità nei mercati finanziari, però secondo una delle tante ipotesi formulate la Volatilità finanziaria potrebbe essere data sia da un Trading Massiccio e dalle Fluttuazioni molto ampie, sia dal fattore che tutti acquistano azioni mentre nessuno vende, ottenendo in questo modo un risultato di Squilibrio di ordini commerciali aperti. Altre ipotesi invece sostengono che la Volatilità nei mercati finanziari si potrebbe attribuire a fattori come gli Eventi Economoci o dalla Diffusione degli Indicatori, oppure che determinazione della Volatilità potrebbe essere data dalle Operazioni effettuate dai venditori allo scoperto e dagli investitori istituzionali denominati Day Trader.

Tutte queste teorie comunque sembrano suggerire che alla fine a determinare la Volatilità nei mercati finanziari siano proprio le reazioni e le azioni svolte dagli stessi azionisti.

Cosa deve fare l’azionista in caso di Volatilità Finanziaria

La Volatilità  Finanziario è praticamente inevitabile in quanto le oscillazioni che avvengo, sul breve termine, rendono la previsione dell’andamento dei mercati molto difficile per l’azionista.

Soprattuto per un investitore alle prime armi potrebbe rivelarsi molto utile non concentrarsi principalmente sulle Fluttuazioni a Breve Termine puntare sulle Fluttuazioni a Lungo Termine, rimanendo in questo modo nel Mercato con i propri investimenti in modo che utilizzando le Fluttuazioni a Lungo Termine si possa anche cercare di recuperare le perdite causate dal cambiamento della Volatilità Finanziaria e cercare di limitare i danni. Infine l’azionista deve anche tenere presente che solitamente dopo un periodo di Volatilità Finanziaria il mercato, così i titoli azionostici, tornano poi a stabilizzarsi.

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