Stai cercando maggiori informazioni a proposito del “fiore che si soffia”? Stai leggendo l’articolo che fa giusto al caso tuo! Qui troverai moltissime curiosità, caratteristiche, informazioni e tanto altro a proposito del Tarassàco comune, continua a leggere per saperne di più.

Fiore che si soffia: cos’è e come si chiama?

Tutti da bambini nelle belle giornate primaverili avranno passato pomeriggi interi divertendosi a soffiare quei simpatici fiori soprannominati soffioni. Ebbene, il fiore che si soffia non è altro che il Tarassàco comune, così scientificamente chiamato. Si tratta di un angiosperma, ovvero una pianta a fiore che si raggruppa nella famiglia delle Astaracee. Questa pianta era utilizzata in antichità per le sue qualità mediche tratte dalle sue radici e foglie. La pianta in questione viene chiamata con altri moltissimi nomi, vediamo insieme quali:

  • soffione
  • dente di cane
  • cicoria selvatica
  • dente di leone
  • grugno di porco
  • ingrassaporci
  • insalata di porci
  • lappa
  • missinina
  • girasole dei prati

Il Trassàco comune è di tipo erbaceo perenne che si sviluppa in altezza fino a 9 cm. Si compone di foglie verdi semplici i cui bordi sono dentati, da un fusto al cui apice troviamo un fiore giallo, ovvero il capolino. Il soffione sviluppa frutti e la sua infruttescenza si presenta con il tipico aspetto del “soffione” ovvero quando soffiando i semi dotati di pappo volano via.

Tarassàco comune: dove si trova?

Il Tarassàco Comune come già anticipato è una pianta erbacea perenne, ciò significa che si sviluppa spontaneamente tutto l’anno nelle zone a lui favorevoli. Si trova generalmente in zone di pianura ad un’altezza massima di 2000 m. Cresce spesso con tendenze infestanti e trova il suo sviluppo ideale con il clima temperato, in aree soleggiate.

Usi del Tarassàco comune

Non molti sanno che il Tarassàco Comune può essere utilizzato in vari modi, sia a scopo culinario che officinale. In ambito culinario vengono raccolte le foglie del Tarrasàco per preparare un insalata depurativa, in cui si possono aggiungere per insaporire anche i petali della stessa pianta. Un altro modo in cui vengono mangiate le sue foglie è come accompagnamento alle uova sode, tipica tradizione piemontese. I petali risultano ottimi anche sottolio o in pastella fritti. In ambito farmaceutico si parla della “tarassacoterapia” in quanto questa pianta ha molte proprietà benefiche, sopratutto a livello:

  • diuretico
  • antireumatico
  • anaflogistico
  • epatico
  • biliare

La pianta ha anche effetti positivi per i disturbi dispeptici e per l’inappetenza. Per beneficiare dei suoi effetti potrai fare infusi di Tarassàco.

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