Il mercato americano è uno dei più interessanti. Oltre 250 milioni di persone pronte ad acquistare prodotti e servizi fanno gola a moltissime aziende. Tuttavia chiunque voglia esportare negli USA deve fare i conti con la legislazione statunitense in materia e quindi porvi particolare attenzione. Ma siamo fortunati: infatti gli USA hanno da sempre una predilezione per i prodotti italiani, tanto che negli ultimi anni il mercato export dall’Italia agli USA è cresciuto esponenzialmente.

Si stima che le PMI Italiane, nel solo 2016, abbiano esportato beni per 44,159 miliardi di dollari, e il trend è costante negli ultimi cinque anni. Sono numeri notevoli, che ci fanno capire che l’export dell’Italia verso gli USA è in crescita. Ma come esportare negli USA? 

Prima di tutto bisogna effettuare un’analisi del mercato. Ci sono decine di Stati negli USA che possono avere delle regole diverse per ognuno di essi. Una volta stabilito il mercato di riferimento, è necessario cercare di entrarvi. Sul web si possono trovare moltissimi siti che offrono consulenza per poter attivare tutte le procedure in maniera semplice e veloce. Tra questi, uno dei più autorevoli è sicuramente Aziendainusa, che permette di essere affiancati in questo percorso da consulenti professionisti specializzati nell’esportazioni e nell’avvio di attività in Usa, evitando così di incorrere in inutili e costosi ritardi o problemi burocratici.

Detto questo, vediamo alcune considerazioni utili in fase di valutazione. Per l’ingresso nel mercato, ad esempio, può essere utile appoggiarsi a delle realtà importanti come:

  • Le Fiere. La fiera di settore è certamente un buono spunto per cercare di approcciarsi al mercato statunitense.
  • Agenti e broker. Si può fare affidamento sull’agente, che lavora per cercare di collocare un certo prodotto sul mercato statunitense; invece il broker, al contrario dell’agente, è un venditore senza mandato, quindi indipendente, che negozia i prodotti dell’azienda Italiana nelle aree geografiche statunitensi che si hanno pattuite. Il broker non garantisce la stessa continuità dell’agente, ovviamente.
  • Importatori e distributori. È possibile esportare negli USA appoggiandosi a degli importatori e distributori che si relazionano con negozi alimentari, specializzati, ristoranti e via dicendo.
    Tuttavia è necessario cercare di mantenere una facilità di approvvigionamento e anche di stoccaggio della merce, quindi bisogna organizzarsi, perché gli importatori chiedono (ovviamente) delle garanzie.
  • Sfruttando il web. I canali online sono in crescita e possono essere ottimi per cominciare ad esportare negli USA ma spesso vengono snobbati dalle PMI italiane, perché sono canali moderni, poco tradizionali e verso i quali non si hanno molte speranze.

Non dimenticate che per esportare negli USA è obbligatorio, ai fini del superamento delle formalità doganali, accompagnare la merce con la fattura commerciale (redatta in inglese e senza IVA, trattandosi di esportazione, con indicazione del Paese d’origine della merce); la packaging list, ovvero la dettagliata lista dei prodotti spediti; la polizza di carico; la Custom Bond, una fideiussione per chi importa che è una garanzia per il pagamento dei dazi in dogana; il certificato di origine delle merci, la POA, l’importar Security Filling, e altre certificazioni speciali e documenti che variano a seconda del prodotto che s’intende esportare.

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