Il mondo del lavoro nel corso degli ultimi anni è decisamente cambiato: il posto fisso per molti è diventato un miraggio e sono sempre di più le persone che svolgono le loro mansioni con contratti a tempo determinato; per questa ragione anche nel settore creditizio si registra una costante crescita delle domande di prestiti per dipendenti a tempo determinato: vediamo quali sono le caratteristiche di questo tipo di finanziamento in termini di durata e importo.

I limiti temporali dei prestiti per dipendenti a tempo determinato

I pensionati e i dipendenti pubblici o privati che possono contare su un contratto a tempo indeterminato hanno più chance di veder accolta la loro richiesta di finanziamento, ma anche i dipendenti a tempo determinato possono, seppur con delle limitazioni, ottenere dei prestiti per la realizzazione dei propri progetti o per far fronte alle loro esigenze di liquidità.

 

La prima limitazione è rappresentata dalla durata del finanziamento: l’istituto che eroga il prestito per dipendenti a tempo determinato difficilmente accetterà un piano di rimborso che si prolunghi oltre la data di scadenza del contratto di lavoro; se questo ha una durata residua di 18 mesi, molto probabilmente la banca proporrà una durata inferiore a questo lasso di tempo, così c’è la certezza di un reddito mensile fino al completamento del piano di rimborso. A dire il vero si possono trovare delle soluzioni che superano questo limite temporale, ma in questo caso la banca o la finanziaria si tutelerà richiedendo ulteriori garanzie accessorie.

Qual è l’importo massimo finanziabile?

La seconda limitazione è legata all’importo massimo erogabile: nella maggioranza dei casi il reddito mensile dei dipendenti a tempo determinato non è molto elevato e questo fatto (unito alla difficoltà di mettere qualcosa da parte per via della scadenza stabilita del contratto di lavoro) spinge le banche a non concedere importi di grande entità.

Difficilmente si riescono ad ottenere finanziamenti superiori ai 5.000 euro, ma si può fare un semplice esempio per capire quai possono essere le cifre in ballo: supponiamo che il richiedente riceva uno stipendio netto di 1000 euro al mese e che la durata residua del suo contratto di lavoro sia pari a 18 mesi; considerando che la rata mensile non può andare oltre il 20% dell’emolumento mensile, l’importo massimo che l’istituto può concedere è pari a 200 (importo massimo rata) x 18 (durata massima) = 3.600 euro.

Anche nel caso dell’importo questi limiti possono essere superati, ma è necessario offrire ulteriori garanzie come potrebbe essere, ad esempio, la figura del garante.

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