Lo scenario internazionale dopo Brexit è sicuramente molto più incerto, di quanto non fosse qualche tempo fa. A pagare il prezzo più alto sono sicuramente le banche, soprattutto quelle italiane, che stanno scontando problemi pregressi ed una lunga situazione irrisolta di incertezza finanziaria.

crisi bancheA pesare sui bilanci degli istituti di credito sono soprattutto i molti, troppi crediti inesigibili, che da troppo tempo gravano sui bilanci, rallentando l’attività stessa delle banche. Con questo peso sulle spalle, risulta molto difficile per gli istituti di credito espletare le proprie funzioni di fornitori di credito a famiglie ed imprese, rallentando l’intero ciclo economico.

Recentemente Mario Draghi, il presidente della BCE, ha affermato che la preoccupazione maggiore nell’area Euro è data proprio dal settore bancario. In particolare, ha affermato, in Italia è necessario intervenire tempestivamente sul fronte dei troppi crediti inesigibili che gravano sui bilanci delle banche, stando molto attenti però a non svendere questo patrimonio troppo in fretta.

La situazione economica europea è già abbastanza critica di per sé, con una ripresa che stenta a decollare, anche per colpa del settore bancario che non regge il passo con il resto dell’economia. Una ripresa globale dell’economia, senza il supporto pieno del settore bancario è impossibile. La risoluzione del problema delle banche è perciò di fondamentale importanza per i governi nazionali ed europei.

Le parole del presidente della BCE, si uniscono al coro di voci unanime che da molto tempo stanno invocando un piano per la risoluzione del problema bancario. Le possibilità al vaglio del governo sono molte, dalla creazione di una badbank, all’intervento della Cassa Depositi e Prestiti. Purtroppo la situazione continua ad aggravarsi sempre più.

Novità sul piano nazionale

exportSul piano nazionale, l’unico settore che sembra non riscontrare problemi è quello legato all’export, soprattutto nel comparto tecnico e del lusso. Il vero problema rimane quello dei consumi e dell’economia interna, in leggera ripresa ma ancora troppo fiacca per far registrare una netta inversione di tendenza.

Se gli istituti di credito non riprendono con forza ad erogare prestiti e finanziamenti, purtroppo non si riescono a mettere in moto quei meccanismi essenziali per una ripresa sana e robusta. Sembra quasi superfluo intervenire sul mercato del lavoro o sulle caratteristiche contrattuali, quando il vero problema sta da un’altra parte.

Far ripartire il settore bancario, anche con aiuti pubblici, potrebbe creare le basi per una ripresa dell’intera economia nazionale ed europea. Affrontare e risolvere il problema delle banche una volta per tutte, non è più un’opzione ma una vera e propria necessità. Far ripartire il mercato dei prestiti e dei mutui darebbe quella spinta, che tanto sta mancando in questi anni alla nostra economia sofferente.

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